Ho spiccato il volo
Giovanni Chianese
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Ho spiccato il volo dal mio ventre
stufo sono di scavare
tra visceri dell’inferno
Con unghie avvelenate
ho smosso chilometri di intrecci
Sono in un corpo perforato
dal mordace reticolo spinato
Insanguinate visceri
dal continuo ledere
riversano nella sabbia bollente
sono pugnalate acuminate
d’altrui provenienza
Alterato è il deflusso della bile
quando è colma l’ampolla di Vater
travasa verdognolo veleno delle mie
innumerevoli frattaglie
Diritti violati
che leso hanno vitali organi
Popolo non incline a scrollarsi
da uno Stato d’abbattimento
e sopraffatto da inerzia d’apatia
spalle dell’indifferenza abbassa
Concausa di forte turbamento
come una tigre del bengala m’allontano
arrampicandomi fra liane d’alti fusti
Veraci visceri della mia dignità
non insanguinano la mia libertà
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L'autore
Giovanni Chianese
Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na
Commenti (1)
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Duilio Martino26 novembre 2012
Solo la dignità può salvarci... in precaria condizione, persino nella morte concede distrazione. Versi profondi introspettivi che scavano dentro l'anima impietosamente. Bellissima!

