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Brevi 25 novembre 2012 · lettura 1 min · 6215 letture

Giù, di più

Rita Stanzione 1949 poesie pubblicate
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* Il piombo e la piuma, basta un ago oscillato perché i tuoi occhi diventino lampade e la voce, coperta
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L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (11)

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Stefano Drakul Canepa25 novembre 2012

una pennellata d'artista per la voce di chi evidentemente, non ne ha più...g r a f f i a n te

carla composto25 novembre 2012

breve ma intensa lirica, che dà voce a chi non ne ha... valente poetessa... sempre molto preparata... stile unico...

Pierangela Fleri25 novembre 2012

e si puo' continuare all'infinito seguendo questi versi che aprono orizzonti pennellati d'azzurro...

Alberto De Matteis25 novembre 2012

Bella e significativa poesia nella sua incisiva brevità Meritevole di plauso. Complimenti.

Clara Gismondi25 novembre 2012

Poesia sottile e spessa come nel concetto espresso solo che in questo caso vanno d'accordo... Molto interessante e bella!

Angela Fragiacomo26 novembre 2012

sensuale, con quel mistero che intriga l'intelletto, a tutto si può riferire, soprattutto al non detto... un filo sottile, un ago appena, divide e muta repentino il senso... breve d'impatto mirato e sicuro, d'ampio raggio il messaggio ammirata ancora una volta!

Donatella Pezzino26 novembre 2012

Stupenda l'immagine di questa oscillazione fra la grevità e la leggerezza, e la sensazione di quel repentino mutamento che trasforma d'improvviso la situazione in qualcosa di luminoso e rassicurante.

Duilio Martino26 novembre 2012

Una breve che apre le porte dell'infinito. Poetare sempre molto acuto, pregevole stile. Complimenti!

Antonio Biancolillo26 novembre 2012

Nell'insieme dei pochi versi una vera composizione poetica... quell'attimo di enfasi ...che tutto sa cambiare tra le emozioni degli occhi... Raffinato verseggiare...

EnzoL26 novembre 2012

eh, sulle brevi non dai scampo pochi versi vibrano ed affondano grandiosa breve

g
giovanni bagnariol27 novembre 2012

In pochissimi versi è stupendamente condensata, a mio avviso, una grande verità: poco o nulla basta a passare da un estremo all'altro (odio e amore, riso e pianto si toccano nell'estrema varietà e precarietà del nostro esistere). Questo ho meditato, con molta umiltà, accostandomi ad una splendida lirica indubbiamente complessa e profondissima nella sua estrema sinteticità. Cosa, mi permetto aggiungere, tutt'altro che facile! Complimenti dunque!!