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Riflessioni 26 novembre 2012 · lettura 1 min · 862 letture

Hiroshima

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Renato Pricolo 5 poesie pubblicate
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Fu scelta per prima, per caso per lo stesso caso che trovò Toshiro sulla porta, Akiita davanti allo specchio, Jashunari che accarezzava il suo cagnolino L'attimo ingravidato aveva maturato la sua pienezza, quella piccola fessura del tempo, tanto piccola da essere quasi inesistente aveva dilatato il suo spazio Non era mai succeso finora, non ci avevano pensato al mattino, altrimenti avrebbero ubriacato le Parche si sarebbe trovato il modo di allontanarsi dal caso. Un sospetto non vi era stato al momento, lontano succedeva qualcosa oltre le case, oltre il mare, ma i venti portavano ancora sentore di sale. Fatto l'appello ognuno aveva risposto a suo modo il cagnolino, lo specchio, la sedia, ora son scritti nel registro degli assenti ingiustificati non più consistenti della loro ombra Il tuono si è propagato nell'aria, non ha superato il soffio di vita uno sbadiglio nell'universo, un respiro nell'infinito. la ripetizione non gli da maggiore importanza la matematica non vale in questi casi.
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Renato Pricolo
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