Hiroshima
Fu scelta per prima, per caso
per lo stesso caso che trovò
Toshiro sulla porta, Akiita davanti allo specchio,
Jashunari che accarezzava il suo cagnolino
L'attimo ingravidato
aveva maturato la sua pienezza,
quella piccola fessura del tempo,
tanto piccola da essere quasi inesistente
aveva dilatato il suo spazio
Non era mai succeso finora,
non ci avevano pensato al mattino,
altrimenti avrebbero ubriacato le Parche
si sarebbe trovato il modo di allontanarsi dal caso.
Un sospetto non vi era stato al momento,
lontano succedeva qualcosa
oltre le case, oltre il mare,
ma i venti portavano ancora sentore di sale.
Fatto l'appello ognuno aveva risposto a suo modo
il cagnolino, lo specchio, la sedia,
ora son scritti nel registro degli assenti ingiustificati
non più consistenti della loro ombra
Il tuono si è propagato nell'aria,
non ha superato il soffio di vita
uno sbadiglio nell'universo,
un respiro nell'infinito.
la ripetizione non gli da maggiore importanza
la matematica non vale in questi casi.
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