Macchie d’acacie
Alcuni alberelli mascherano
il rudere di un casolare.
Angoli pieni di tempo stagnante,
di polle d'ombra
nel gaio tepore del mattino.
Il guaito di un cane
spezza la pace solenne
che regna nella romita
valle del Fortore,
immobile come un respiro trattenuto,
castigata come la quiete di una clausura.
Vaga una volpe affamata
nella monastica clandestinità
di anfratti e dirupi.
Dietro il vigneto
si leva in volo un fagiano.
Tra macchie d’acacie e ontani
assaporo il fragore del silenzio.
©
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