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Impressioni 30 novembre 2012 · lettura 1 min · 8529 letture

Boule de neige

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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Questa pioggia che scivola, momento quotidiano dove le colline tranquille e serie, l’accolgono nutrimento di un presagio è il ritmo nei campi intrisi di lontananze tacciono i colori nella tristezza grigia dell’assenza in quelle mani che giocano vuote su vetri appannati di vapore erano belli gli sguardi quando il sole illuminava il Colle Albano nelle domeniche che s’addobbavano di suoni piove una danza nel ticchettio quotidiano momento adesso, nell’attesa di quel Natale assente dove ogni goccia è pianto e le colline, orfane di smeraldi delineano un orizzonte stanco da questi vetri da questo pianto
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Oggi sono serena, ma quella ferita sanguina ancora ...

L'autore
Patrizia Ensoli

Solo una donna, nient’altro

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Commenti (17)

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s
santo aiello30 novembre 2012

L'essenza della vita, in un paesaggio che parla di ricordi... E la mente si lascia andare, sui giorni ancora vivi, ancora là... oltre quel vetro appannato, oltre il dolore... Mi ha commosso, descrive il momento che quasi si può toccare, e sentire... quelle lacrime. Un inchino alla tua bravura e sensibilità, veramente bella...

EnzoL30 novembre 2012

quanta dolcissima sofferta malinconia, cosi dura a leggerla che fa breccia dentro il cuore, - erano belli gli sguardi quando il sole illuminava Colle Albano - bella, ma bella bella, .

Paola Galli30 novembre 2012

davvero toccanti questi versi sull'onda d'una musica che li rende ancor più struggenti! pianto di pioggia, pianto dell'anima che tristemente sta a guardare dietro vetri appannati ricordando quando era un gioco, quando tutto sembrava bello, e puro, e festoso! lacrime sull'assenza, sui giorni grigi, sulle colline stanche sui finti addobbi di un Natale assente!! straordinaria!

M
Mariasilvia30 novembre 2012

Assenza, abbandono e tristezza. Suoni che commuovono il cuore. Un ticchettio silenzioso dove il cielo piange e le colline grigi accolgono assetate dall'estate, il gelo . Intensità e brividi... Bella e commovente, luccicano gli occhi. BRAVA! cara amica.

Alberto De Matteis30 novembre 2012

Tanta sensibilità in versi d'un'armonia insuperabile, dove si colgono sensazioni tristi, malinconiche, nostalgiche tanto vere e reali come quelle mani su vetri appannati, l'attesa d'un Natale assente dove ogni goccia è pianto, in una natura priva di colori ed ormai stanca. Lirica letta e riletta con tanto di luccichio agli occhi. Grazie per queste sensazioni che vanno dritte al cuore del lettore. Complimenti.

C
Colomba30 novembre 2012

Meravigliosi e direi felici quei sguardi quando il sole splendeva sul Colle Albano, ora è cambiato il panorama fisico e metafisico, scende la pioggia, forse il cielo stanco di piangere su una umanità smarrita, versi intrisi di nostalgia, di malinconia che toccano il cuore del lettore!

carla composto1 dicembre 2012

questa lirica mi riporta indietro nel tempo... versi toccanti e commoventi nel ricordo dell'attesa di una festa gioiosa... tristezza e malinconia trapelano toccando il cuore di chi legge...

Rita Stanzione1 dicembre 2012

Impressioni che trasportano in una malinconia tanto suggestiva. Ottima poesia, emoziona e rapisce

Francesco Rossi1 dicembre 2012

La malinconia nell'essenza di quello che si è vissuto o di quello che è stato, in un verseggiare di qualità.

Donatella Pezzino1 dicembre 2012

Sensazioni nostalgiche che dalla pioggia dietro i vetri rincorrono il rimpianto di un sole spensierato e ormai perduto. Stupenda ed emozionante tutta la lirica, ma la chiusa mi ha dato un brivido di commozione.

Elle1 dicembre 2012

Ci sono momenti che hanno magicamente qualcosa di straordinario e ci conducono a soffermarci dietro un vetro appannato attraverso il quale l'anima chiude le finestre e si guarda dentro circoscrivendo sensazioni struggenti appese a nostalgici ricordi. E tutto riconduce a quei giorni... a quei paesaggi... e la malinconia si veste di dolcezza.

Jade2 dicembre 2012

Questa TUA mi tocca nel profondo e risveglia in me emozioni e sensazioni che rinnovano una sofferenza antica e un silenzioso intimo pianto. E' bellissima e la faccio mia in ogni parola.

Il paesaggio triste di una giornata uggiosa, il ticchettio della pioggia, suscitano nostalgie del passato, le mani vuote quasi lo vorrebbero ridisegnare sui vetri appannati, ma l'anima sa che solo quel dolceamaro del ricordo potrà gustare. versi struggenti nella loro dolcezza

Poesiaerre2 dicembre 2012

Tersi da lacrime gli smeraldi perduti... che continueranno a brillare nel cuore ...

Donato Leo7 dicembre 2012

Quanto sentimento di malinconia. Il pianto è lo sfogo dell'animo umano. Ho pianto leggendo questi bellissimi versi. Non posso non complimentarmi con l'autrice. Divina

Rita Minniti14 giugno 2013

Decisamente una poesia molto bella quanto malinconica, pregna di sudore, che va ad identificarsi a quel dolore, al quale, alle volte, non si riesce a dare un nome, un aggettivo. Vivono, attraverso queste parole, sensazioni di abbandono nel pensare ai ricordi. A momenti che si colgono nel vedere scivolare la pioggia sui vetri e che riportano la mente chissà dove. Forse lontano, nei meandri scoscesi dell’anima, là dove il senso della lontananza rievoca memorie antiche. Là dove in quel senso pregno di vita, di quelle”domeniche che s’addobbavano di suoni”, come ci confessa l’autrice, sono cadute nel silenzio di un’assenza che fa male, rompendo un equilibrio che sembrava eterno. Così la stanchezza acuisce il vuoto e le ombre del passato ritornano.

D
Delinquente13 luglio 2013

Bellissima poesia di chi il dolore l'ha condiviso con gl'angeli (senza saperlo perché Lei sostiene di non aver mai visto un angelo)