L'ulivo dell'ego perso (la rinuncia)

Porgo l’ulivo
castigando
questo mio stucchevole ego sorridente
questi pensieri convulsi
come una folla premente
irragionevoli
come una febbre fremente
di una malattia
che non sa far tacer la mente
sarò statua
di gesso e sale
penserò da solo
parlerò con parole mute
guarderò con occhi di folle
ciò che da lontano è meglio non vedere
non sentire
come un annuncio silenzioso
ma assordante
come un dubbio accecante
come la luce
di una candela che si spegne
restituendomi al buio.
©
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L'autore
Turan
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