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Impressioni 1 dicembre 2012 · lettura 1 min · 4684 letture

Con lo sguardo poggiato sulla crisi

I
India 406 poesie pubblicate
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Feroce quest'angoscia come solo il respiro sa esserlo quando si blocca contiamo fino a tre, fino a dieci quando smettiamo di contare? E quando il respiro riprende il suo monotono cammino? La pentola bolle sul fuoco ma nessuno si alza a buttar giù la pasta. Vado io e controllo anche la cottura Uno sguardo agli spaghetti e uno alla voragine di pensieri Tanti, troppi fantasmi ché mi pare di esserlo anch'io, uno specchio per favore, un po' di cipria ... e il rossetto anche gli oggetti sono fantasmi, anche gli amori, i sentimenti, persino gli spaghetti ...fra pochi minuti son finiti Finiti tra i denti nello stomaco nella pattumiera Ogni cosa si consuma si stritola sotto la nostra indifferenza ma forse è per questo che sono insofferente
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Commenti (3)

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Nino Vicidomini1 dicembre 2012

Arriva forte e chiaro questo tuo grido di insofferenza con lo sguardo poggiato sulla crisi

Azar Rudif2 dicembre 2012

Tutto si consuma, ovvero tutto si trasforma. Per fortuna, l'esistenza non è statica, ma in continua trasformazione. Il consumare è solo l'atto che da inizio alla trasformazione. Forse, può dare fastidio o sofferenza vedere un qualcosa che si consuma, ma diamogli modo di trasformarsi, forse sarà più bella. Come il bruco che diventa crisalide o la fence che risorge dalle ceneri.

Duilio Martino2 dicembre 2012

Versi che fotografano molto bene quello stato di intima tensione che pregna la quotidianità in giorni di crisi stagnante e pertanto ne diviene costante... Bellissima, meritatamente in rime scelte. Linguaggio sobrio ed attuale che rende più vivo e palpabile il dire poetico. Piaciutissima!