Non ha nome il vento

Non ha un nome
il vento del sud
che rotola e giunge
alla mia porta.
Bussa, ma intorno
solo un muto silenzio,
mura di pietra
imbrattate e sbiadite
dai colori del tempo.
Nessuno abita più qui;
anche le stelle
si nascondono dietro
nuvole stropicciate
che come grumi si addensano
dalle folate della brezza.
Una spolverata di meteore
nella notte di San Lorenzo
illumina il firmamento.
Si affaccia nell'umido cielo
una falce di luna
che appesa dondola
stanca del suo lento andare.
Fluttua controcorrente
la voce del vento
porta voci lontane,
risate d'altri tempi
echi di canti antichi
di filastrocche e storie.
Brancolo nell'oscurità.
Una stella tremula,
la pallida luna, il cielo vibra.
Annuso il vento
che ora,
lieve
come seta grezza,
mi accarezza
e stordisce i miei sensi.
©
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Commenti (1)
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Annamaria Barone15 febbraio 2013
superba! un crescendo di poesia ed atmosfere accompagna il lettore, il passato guardato con grande mestizia e rimpianto, l'eco delle voci, le risate antiche sembra ci sia così tanta luce! Poi l'intorno, il silenzio ed il freddo, la solitudine e la malinconia, e quella luna (splendida metafora) che si dondola stancamente in un cielo scuro. Eppure, eppure c'è un soffio di speranza, nelle ultime righe di questa splendida lirica, in quel vento che non ha nome, ma odore sì. Struggente
