Io, sola
Osservo il cielo.
nessuno lo vede come lo vedo io,
da questa camera, da questo letto scompigliato,
zampettato dai gatti che mi circondano
questa finestra è la mia compagnia,
assieme al miagolio affettuoso di questi esseri,
essa è la luce del mio cuore e della stanza
osservo lo specchio che riflette
il mio letto scomposto, i miei felini
ed il mio viso pallido come il lenzuolo che m'abbraccia
la luce si riflette, rimbalza nel muro canuto,
canuto come la crescita dei miei capelli
che lascio andare al loro destino
mi circonda il silenzio e mi urla solitudine
lo zittisco ,rapida e inquieta,
aprendogli con rabbia la finestra del mio cuore.
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Commenti (3)
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Giovanni Monopoli2 marzo 2007
nella solitudine descritta in questi versi si legge il voler, da parte dell’autore, liberarsi, uscire nello spazio che circonda e nella sofferenza più rabbiosa invece rimane bloccata... attendendo un domani realizzante...
L
Luigino P2 marzo 2007
Belle immagini di uno spazio vissuto, mi sei piaciuta, mi piace l'angoscia e la sofferenza che metti nei tuoi versi.
O
Oliviero Angelo Fuina2 marzo 2007
Arrivo dalla tua precedente. Questa la riconosco come un'OTTIMA poesia a tutti gli effetti e codifiche, e il tuo linguaggio è pienamente nelle mie corde di gradimento. Ecco, se mi permetti, avrei evitato quell'”essa” dell'ultimo verso della seconda terzina. Trovo davvero molto interessante il tuo modo di scrivere.
