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Impressioni 3 dicembre 2012 · lettura 1 min · 3174 letture

Una sera un’alba

Rita Stanzione 1949 poesie pubblicate
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Rigiro l’angolo del letto è acre l’alba, più del bouquet di fiori stinti non sa dire, il tempo estinto insieme al verde del respiro, nemmeno lento più in questo lasso/solitudine sei lì vicino, fermo di vene in nodi succube la traccia di preghiera presto lasciata in un battito esausto di rosso cupo sceso per la nuca lo sento il volo quando ci sorprende nel cuore ha fatto il nido e sta
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L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (6)

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Anna Maria Scamarda3 dicembre 2012

La memoria visiva... Una poesia evocativa, dolcemente melanconica... Molto bella.

EnzoL4 dicembre 2012

una forte musicalità, oltre che una cosi evocativa descrizione, mi piacciono molti alcuni passaggi tra cui - se lì vicino/ sucube di vene annodate - una bellissima immagine grande

Caterina Zappia4 dicembre 2012

Acre è l'alba, e le mie vene annodate, hanno ancora bisogno di sognare. Ascolto il cuore e volo, anche se il respiro è diventato lento insieme al tempo della mia solitudine! Intensa come sempre!

Donatella Pezzino4 dicembre 2012

Un'alba in un tempo sospeso, un silenzio carico di parole non dette ma che continuano a scorrere in quelle "vene annodate", bloccate forse dall'orgoglio, forse dalla stanchezza... come sempre l'autrice ci regala attimi di forte ed intima emozione.

Annamaria Barone6 dicembre 2012

rapisce, accompagnata dalla musica, questa lirica di istanti, quando il giorno inizia e le forme sono più pensieri e sensazioni che forme. Incredibile la potenza delle parole, bellissima

carla composto6 dicembre 2012

leggo una velata sofferenza nel ricordare... belle metafore... toccante lirica così la leggo