Il tocco di un angelo
L'alba annuncia il risveglio
e nel cielo plumbeo
s'approssima uno spiraglio di sole caldo
che accarezza e discosta
i bagliori sfumati della notte oscura.
Nuvole gonfie di pioggia
incorniciano gli orizzonti dispersi
e la vista si offusca
e si fonde, confusa,
con il luccichio del mattino.
Cerco tra i fuggiaschi sprazzi di arcobaleno
quel battito di ali
che squarcia nel petto dell'immenso.
Lo sento che sfiora la mia mano
inerte,
s'intreccia al mio destino
come freccia che infligge le sue soavi lodi.
Angelo
che discerne la mia anima
scalza,
con umile veste,
libero il suo canto sommesso
arriva al mio dolce sentire.
M'inebria il suo fievole tocco
come quando giaceva nel mio grembo,
aleggia nel fondo di quel vuoto
stanco
e ne coglie le sue spine.
Ha sciolto
nel triste addio
d'amore,
il cinto dell'abbraccio,
per essere lontano
dall'alto
accanto a me.
©
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