Sefirah
Sali al primo piano della morte
C’è una M polarizzata in segmenti fail
C’è il piano, la lotta, il fegato emiliano
C’è la serpenda incorrere nell’ossimoro dannato
C’è il gatto, la volpe, il microcosmo freudiano
C’è la stella, la pragmaticità della rotta del gabbiano
C’è la bella addormentata col ciclotrone in mano
C’è la prebenda stolta sollazzare i mostri
E sai della rosa bianca d’inverno
declinare verso il deponente,
della terra sai l’interno bagliore:
in una sefirah di grazia pende
E fai il segno del triplice amore:
un ragazzino con le dita nel naso:
oh, quel soffio viene dal basso ventre,
si giri o si rigiri sulla stessa solfa
E il tempo è ternario perché abbiamo
orecchie pene naso e occhi
in tre possibili sviluppi d’iniezioni, pertanto
un film ha due dimensioni e un microfanta al secondo, ecco
il segreto, sta nel telo che riaccende l’onda
e taglia luminosa piramide prospettica altrimenti
all’infinito dei mondi dei sogni surietta
©
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L'autore
paolo corinto tiberio
Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto
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