Inespresso
Rita Stanzione
1949 poesie pubblicate
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Respiro corolle al buio
profumate di nebbia
confondo il mio vissuto
con una tela anonima
una campana ciondola
nel suono che invade la tempia:
né festa né lutto
una voce per darmi voce
un ascolto senza labbra
un foglio compresso
costruisco ringhiere intorno al bel tempo
-le dita cardano venti sottili
mi chiudo il mondo
a quando i sogni prendevano forme di eccessi
collisioni dell’io, da vita uterina
si nasce e oltre
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (4)
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Patrizia Ensoli13 dicembre 2012
... né festa, né lutto un grigio fluttuante, in una pausa chiusa. Forse un giorno torneranno gli eccessi dei sogni!! Bella introspezione
Donatella Pezzino13 dicembre 2012
A ritroso nel tempo per sfuggire al tedio di un presente che non ci appartiene. Meraviglioso e trascinante il ritmo dei versi in un'introspezione nutrita da immagini d'effetto.
carla composto13 dicembre 2012
passato e presente a volte si mescolano... ci si confonde o ci vuole confondere... versi incisivi e molto belli il mio plauso
Alberto De Matteis14 dicembre 2012
Inespresso come qualcosa di indecifrabile, di incompiuto: né festa, né lutto e si confonde il vissuto con qualcosa di anonimo. Introspezione acuta e profonda. Complimenti.




