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Impressioni 18 dicembre 2012 · lettura 1 min · 2506 letture

Ipotesi

elena rapisa 602 poesie pubblicate
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Immagina una voce senza volto, una musica che ricicli all'infinito monotona, molesta un'unica ossessiva nota, immagina il medesimo chirurgo rimestare nella solita piaga. Immagina il silenzio, orecchie sorde, rigurgiti sterili del nulla. Immagina l'arretrare della vita, il suo disertare. Spezzoni di ricordi obsoleti in un avvicendarsi via via più approssimato, patetici esautorati involucri. Inconfutabile aberrante ipotesi.
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L'autore
elena rapisa

Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do

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Commenti (3)

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Duilio Martino18 dicembre 2012

NO! NO! Non oso ipotizzare... altroché se aberrante, ci sarebbe da impazzire davvero. Meglio ascoltare musica nuova, nuove note che fammo meraviglioso il cammin di nostra vita! Bellissima.

Elle19 dicembre 2012

Ipotesi di un risucchio d'essenza, in cui il nulla s'affama di quel tutto che è stato... per svuotare il significato della vita... Davvero terribile, davvero aberrante...

Francesco Rossi19 dicembre 2012

Io provo a immaginare quello che la poetessa verseggia e credo che il pensiero corra veloce verso le brutture del mondo. Basti pensare alla fame nel mondo, non è forse una piaga monotona e molesta? Basti pensare all'accanimento terapeutico, non è forse rimestare nella solita piaga? Involucri, sì chiusi, siggilati. Ecco che l'impressione così duramente poetata diventa ipotesi. L'autrice non lascia volutamente spazio interpretativo in questa sua composizione diretta a stimolare le coscienze. Questa sì che è una buona ipotesi.