Un dialogo con mia figlia

Questo rimembrare
rintocca la voce,
in uno smanioso colorare.
Fu remoto
il naufragar nella foce.
Le tue fasce
come un morbido velo,
ti vedo
e tu sei in Cielo.
Resti parte
e vedo tua madre.
e d'aborto si disegnò la sorte.
Or' tuttavia,
non guardar la finestra,
figlia mia,
gomme e penne
son' ostici,
dimentico i giochi logici.
Disegnerai su fogli ruvidi
guarderai il sole
al ritmo delle capriole.
Sei il mio sol'concetto vero
anche se dicon' che stai al cimitero.
Il Papa fa i moniti
ed io... ti correggo i compiti.
©
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L'autore
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Sono un ragazzo abruzzese che studia Legge, mi diletto nello scrivere poesie e racconti. Ogni tanto metto in versi ciò che penso, credo che la poesia sia una modalità raffinata di comunicazione e di analisi, mai dev'essere arma di autocompatimento. Non serve necessariamente un cuore spezzato per creare una poesia. Sp
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