L'angoscia più grande
La mia angoscia più grande
è aver qualcosa per piangere,
udire voce foriera di disgrazia,
che il cuore giunga a dilaniare.
Mai più vorrei provare dolore,
privato e strappato da affetti
sentire i sentimenti cadere
in frantumi, assordante rumore.
Conosco la pesante oppressione
che costringe stomaco e ragione,
eventi violanti la quotidianità
è il fato che rende la sua ostilità.
Tragedia pare minuscola, distante
mentre credi il tuo mondo intatto,
bussa alla porta e ne sei distrutto.
Rifuggo dal pensiero di ascoltare
queste parole, siamo desolati
ma non c'è più niente da fare.
Per tutti deve farsi riflessione,
fragilità è l'umana condizione,
senza distinzione per stato o età
è questa l'amarissima realtà.
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Commenti (1)
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adriana sini21 dicembre 2012
Hai messo in rima la realtà del nefasto accadimento: tanto inaspettato quanto sgradito evento che l'incoscenza giovanile non mette in conto ma che la maturità sopraggiunta accompagna ad ogni passo. Complimenti.