In lieve trasparenza
Nino Vicidomini
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Dicembre attardava coi fuochi sparati,
mandava fragranze d’incenso,
di frutta secca e di farina appena setacciata.
La pioggia gonfiava gli intonaci
e tu, madre mia,
sbracciata attingevi ai canali acqua piovana.
Al riparo degli aranci, affacciati al cortile,
faticavi il bucato con due lire di lisciva
e sempre cantavi canzoni.
Le ore, consumate a poco a poco,
portavano a finire la giornata
e tu, mai stanca a vincere battaglie,
con le mani attizzavi la brace
e consueta approntavi per l’atteso ritorno.
Allora si smetteva ai pastifici;
allora si tornava dai mulini
...ed era festa intorno al grande tavolo
sotto la luce da cento candele.
Al ricordo di quelle giornate
aggroviglio giganti illusioni;
improvvise gioie mi riportano al tuo calore.
...E ancora ritorni, Madre,
in lieve trasparenza,
col sorriso di assenso e non dici parol
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L'autore
Nino Vicidomini
__________________La mia infanzia è scritta sulle scialbe facciate dei palazzi secolari della strada che mi svezzò con il metodo antico. In quella strada vestita di storia che affaccia al Vesuvio io vidi la luce nell’umido basso di un angusto cortile; partorito sul lucido marmo del tavolo in noce c
Commenti (1)
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Berta Biagini21 dicembre 2012
Un piccolo grande quadro palpita d’amore in questi versi che rimembrano quel che nel passato ha riempito momenti, ove il rispetto per la famiglia era la cosa più importante e lei la numero uno, ovunque metteva lo zampino, affinché tutto fosse perfetto in un giorno che per tutti dovrebbe essere di pace.

