C'è bisogno di crederci

Eccoci
ci siamo arrivati ancora
a questi giorni
dove ognuno ha qualcosa da chiedere
qualche speranza da onorare
qualche bilancio da gettare
qualcuno che come me
ha lasciato che i sogni
si indossassero da soli
sulle curve dell’anima
e delle sue schiarite in rivolta
qualcuno
che ora chiede al vento
la sua fiammella d’aria asciutta
chiede che questo suono morto in gola
possa tornare voce
a masticar parole
con bocche sempre più affamate
che ogni incedere sia nota
pizzicata tra i petali
che sia amore
dove tutto magari duole
ma senza bagnarsi di rancore
che tutto non torni
ad essere come sempre
ciò che non è mai stato
che non sia un viaggio dimenticato il nostro
che sia ancora gravido di vita il nostro ventre
domani sarà festa
avrò fra le braccia un nuovo Natale
un fuoco appena acceso
e uno sguardo
per guardare lontano
se la memoria mi leggerà la strada
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Turan
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Patrizia Ensoli28 dicembre 2012
C'è bisogno di crederci, perché la vita non perdona lei passa e sfiora il vento e mentre lo sfiora trascina via, sogni, carezze e sorrisi ma è qualcosa di straordinario la vita, mentre toglie restituisce, se siamo abbastanza svegli da cogliere... Bella, molto molto bella ... Leggiamolo quello sguardo, la memoria siamo noi!!

