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Famiglia 28 dicembre 2012 · lettura 1 min · 1883 letture

Nel dicembre avanzato

Nino Vicidomini 132 poesie pubblicate
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Quanta stizza in quel lungo tardare deponendo gli attrezzi dal banco alla sera che venivo a chiamarti per il pasto del giorno. Ma sapevi... era breve il tragitto: poca strada al di là del crocicchio; al confine fra Torre e Trecase. ...E in quel breve cammino da fare tante cose tenevi a insegnarmi. Mi dicevi l’umore del tempo solamente guardando il Vesuvio e accennavi poesie estemporanee che neppure volevi improntare nella nostra sonora parlata. Ne facesti una croce della crisi dei nostri mulini che ti fece impiantare bottega nel palazzo dei menichini. - Se non era per qualche buratto che ogni tanto giungeva da fuori! - Fu così che sbarcasti il lunario della lunga penosa tua attesa. Padre mio, che neppure sapesti dei tuoi figli svelati i misteri, io scrutavo il tuo volto di pagine e leggevo ogni passo sbarrato. In un lento imbrunire si mirava la tua stanchezza!... Nel dicembre avanzato una voce già debole tacque. Restò un vuoto nei giorni calanti
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L'autore
Nino Vicidomini

__________________La mia infanzia è scritta sulle scialbe facciate dei palazzi secolari della strada che mi svezzò con il metodo antico. In quella strada vestita di storia che affaccia al Vesuvio io vidi la luce nell’umido basso di un angusto cortile; partorito sul lucido marmo del tavolo in noce c

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