Nel dicembre avanzato
Nino Vicidomini
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Quanta stizza in quel lungo tardare
deponendo gli attrezzi dal banco
alla sera che venivo a chiamarti
per il pasto del giorno.
Ma sapevi... era breve il tragitto:
poca strada al di là del crocicchio;
al confine fra Torre e Trecase.
...E in quel breve cammino da fare
tante cose tenevi a insegnarmi.
Mi dicevi l’umore del tempo
solamente guardando il Vesuvio
e accennavi poesie estemporanee
che neppure volevi improntare
nella nostra sonora parlata.
Ne facesti una croce
della crisi dei nostri mulini
che ti fece impiantare bottega
nel palazzo dei menichini.
- Se non era per qualche buratto
che ogni tanto giungeva da fuori! -
Fu così che sbarcasti il lunario
della lunga penosa tua attesa.
Padre mio, che neppure sapesti
dei tuoi figli svelati i misteri,
io scrutavo il tuo volto di pagine
e leggevo ogni passo sbarrato.
In un lento imbrunire
si mirava la tua stanchezza!...
Nel dicembre avanzato
una voce già debole tacque.
Restò un vuoto nei giorni calanti
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L'autore
Nino Vicidomini
__________________La mia infanzia è scritta sulle scialbe facciate dei palazzi secolari della strada che mi svezzò con il metodo antico. In quella strada vestita di storia che affaccia al Vesuvio io vidi la luce nell’umido basso di un angusto cortile; partorito sul lucido marmo del tavolo in noce c
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