Miserere cuore
Giovanni Chianese
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Non vorrei agguantar scettro
offendendo gente
nel far promesse ingannatrici
non vorrei esser soldato
in mimetica bandiera di pace
agguerrito di bombe e mitraglia
né esser sovrano vorrei
che di ricchezza gode succhiando
a mo' di nottola sangue della plebe
né mafioso m’immedesimo
usurpando gioia e beni
d’onesta brava gente
né all’incline parafilia esser vorrei
motore del disprezzo
di rabbia e di vergogna
né crumiro
ad invalidar giusta causa
di popoli oppressi
né sciacallo giornalista
pubblico disprezzo meritato
in disgrazia altrui occorsa
né pedante
nel sapere inconsistente
zelante privazione d’intelligenza
ma di noi e di me
miserere esser vorrei
incipit di misericordia e pentimento
su ultimo passo di vitale estremo.
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L'autore
Giovanni Chianese
Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na
Commenti (1)
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Silvia De Angelis21 febbraio 2013
Particolare espressività, e grande sensibilità, in un poetare dai toni profondi, che non può lasciare indifferente l'anima del lettore... Poesia molto apprezzata

