Senza Più Un Nome
Daniela Pacelli
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Si spengono le luci su questo anno
ma già da qualche tempo ormai
sento il peso di questo buio
che ad intermittenza
s’oscura poi s’illumina d’immenso
ho chiuso le finestre dell’anima
per respirare l’aria fresca della riflessione
e vorrei dipingere i giorni futuri
con i colori caldi dell'estate
tu mi conosci mio Signore
io viaggio con le mie certezze in tasca
ma davanti a un muro di cemento
mi inondo di disagio
e perdo anche le parole
si sgretola la roccia
e brucia fino in fondo
tra le pelle e la carne
perché io vivo tra il sole e la luna
per costruirmi questo rifugio
il mio castello
incrocio di foglie e semplici gesti
e non chiedo tanto
lotto ogni giorno per sopravvivere
e inchiostro i fogli candidi
con l’inchiostro dei pensieri
per soffiare fuori quel vento malinconico
che spesso mi inonda
io respiro spesso all’ombra di un grande albero
come in un film
e da dietro le quinte
miro il teatro danzare
perché sentirmi tra la folla
mi spaventa
non trovando l’aria da ingoiare
e resto sempre un passo indietro
io troverò la mia strada
e sarà quella che tu mi indicherai
un sentiero non privo di ostacoli
ma eretto sui valori della famiglia
e tutto il resto
sarà il contorno che allieterà i mie giorni
come un grande giardino
profumato da fiori sempre freschi
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L'autore
Daniela Pacelli
Commenti (1)
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Donato Leo31 dicembre 2012
Certo, il percorso della vita è pieno di ostacoli. Poesia sentita. Complimenti.

