Certe notti a parabola
Rita Stanzione
1949 poesie pubblicate
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Come l’ombra del cielo
ma non lontano, il fondo
riempiva la stanza di alluvioni
suoni nei suoni, voci di antenati
le pareti inchiodate al buio
finivano come eventi mai accaduti
i quadri, inverni muti
per un letargo d'acque
mani, idee addormentate
sui cristalli, nel cercare l’uscita
- appena una forbice in un lampo d’aria
Il cilindro vuoto della notte
scendeva sulla testa
senza una sorpresa, che so
un coniglio
a rianimare la fantasia
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (3)
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Nino Vicidomini1 gennaio 2013
Si fa leggere con tanto trasporto questa tua buona composizione. È la prima che commento in questo nuovo anno, riflettendoci, Porterà bene vicendevolmente. a Te poetessa.
Francesco Rossi2 gennaio 2013
Un tocco di magia in questa composizione che attraverso un percorso di profonda interiorità coglie aspetti comuni a molti di noi.
EnzoL2 gennaio 2013
le mani, idee addormentate sui cristalli, nel cercare l'uscita . una sensazione che spesso mi coglie, quel senso di vuoto- non vuoto che scende di notte e che ti lascia pieno di domande... senza una risposta certa ...certe notti bella



