Piccola assassina dei giorni
Giuseppe Furlan
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Non m’illude più, adesso,
la notte sconfinata
scevra dell’opale chiarore lunare
né il vasto oceano
dell’impetuoso vigore delle onde.
Accordo in testa quei ricordi,
trascorse stagioni non vissute,
vetri in frantumi sotto i piedi
la pelle mi lacerano sanguinante.
Dentro le spalle e in testa
mi sfigurano dolori e angosce
del tempo,
da quel tempo uscito sconfitto
come il solco scavato e mai seminato.
Sudicia viltà,
piccola assassina dei giorni.
©
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L'autore
Giuseppe Furlan
Perché, quando e in che maniera la poesia entra nella tua vita, è arduo rispondere. In realtà non entra affatto. Tutto nasce dal cuore, questo nostro piccolo grande cuore vede e descrive nel tuo animo le cose in modo diverso, con un altro linguaggio, perché i suoi occhi non sono i tuoi occhi anche se vive in te. E le s
Commenti (1)
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Chiara Vacchieri3 gennaio 2013
Dolorosi indizi che lasciano presagire un delitto perpetrato ai danni di una vita che, nello scorrere del tempo, si fa assassina dei giorni. Piaciuta.

