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Introspezione 9 gennaio 2013 · lettura 1 min · 2666 letture

Mi precipita

Rita Stanzione 1949 poesie pubblicate
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Sul cinto dei monti va soffiando il cielo, quanto deve per marcare se stesso Non si vede, nero com’è ma s’indovina lavagna senza cornice Non si scrive questa notte, la poesia giace sul fondo una macchia, l’onda di ritorno E’ specchio aperto, è pece è il tuo occhio Mi precipita
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L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (6)

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Francesco Rossi9 gennaio 2013

Una parentesi poetica di interiorità vissuta sul momento. i versi sciolti hanno il potere di coinvolgere il lettore nelle sensazioni espresse dall'autore.

EnzoL9 gennaio 2013

sembra quasi una caduta, volontaria, nella profondità della notte, della poesia in essa contenuta... bella di più

Clara Gismondi9 gennaio 2013

Anche a me dà da l'idea che la poesia sia quel cielo senza cornice ...Ma è una splendida poesia anche nelle sue manifestazioni più eteree e inafferrabili, forse ancora di più per questo!

carla composto10 gennaio 2013

ottime metafore ben scritte versi intensi ...un cielo nero come lavagna senza cornice... ottima istrospezione di una valente poetessa...

Fiammetta Campione10 gennaio 2013

Uno splendore in versi, mi comunica emozione profonda, e un grande senso di vuoto. Pura poesia, con una chiusa da applauso

Cinzia Gargiulo13 gennaio 2013

Immagini incisive rendono la lettura di questi versi molto suggestiva e coinvolgente. Opera molto apprezzata.