Come Sole Tra Le Dita
Daniela Pacelli
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Si dirama la nebbia
nel fruscio del mattino
mentre un miraggio s’infrange sul vetro
e mi sorride
lo sguardo ne solletica il profumo
assaporando silente
il tepore
che m’abbraccia tra le lenzuola
e c’è stranamente quiete
tra la rugiada e l’aurora
che colora la stanza
d’oro e gocce d’arancio
come fosse una pioggia d’estate
mentre nella lentezza d’un giorno qualunque
scivolano a terra i vuoti
e quelle carte imbrattate di sangue
tracce ormai lontane
d’un dolore
ormai saziato di silenzi
e spazzolo le setose ciocche
abbandonando quei nodi
che cadono morti tra la polvere d’un ricordo
e torno a cantare tra gli ulivi
come sole tra le dita
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L'autore
Daniela Pacelli
Commenti (1)
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Francesco Rossi12 gennaio 2013
La poetessa infrange il pregiudizio dello sguardo assaporandone il tepore sincero che emana. I versi sono sciolti e il lettore viene accompagnato per mano in questa interiorità espressiva.

