La mano, Kundera e Bertoldo
Di te
almeno un pezzetto lasciami
almeno un braccio
Lo seguo
mentre flessuoso s’alza
sollevandosi sopra il capo
La mano
lievemente reclinata sul dorso
e le dita che si inseguono inchinandosi
Mi saluta
con quel caro gesto malizioso
d’intesa
(così amato dallo ispirato Kundera)
Oppure la scorgo
insinuante
serpeggiare sui damaschi della poltrona
acquattarsi sul ginocchio
i polpastrelli battermi impudichi...
Accarezzerei quella mano
raccogliendola nei palmi
come un pulcino
tremante
Soffierei l’alito caldo
baciandola
L ‘accompagnerei
rigirando il capo
mentre si infila tra i capelli
sul collo
Inseguirei
il tuo profumo sul polso
confondendo le dita
La stringerei forte
amandoti
E non mi sorprenderei
se tirandola a me scoprissi
come Bertoldo
di non aver rubato solo la fune...
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L'autore
drennio
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