Sulla Riva
Daniela Pacelli
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Rimane una voce lontana
che evanescente
a poco a poco s’affievolisce
come un urlo a graffiare le pareti
ormai screpolate
e si spegne
come un uragano intorpidito
tra lampioni e palme
strette al ventre
fluttuanti sino a chinarsi ai piedi del mare
senza spezzarsi
e quel cielo cupo
ovattato di luci suoni e tuoni
s’oscura come lo schermo di un video giochi
poi
arresta l’inchiostrare del mal tempo
e come un elettrocardiogramma rallenta la corsa
e la cenere s’imbratta di perle
e s’imbianca come se volesse respirare neve
tra il giallo e il marrone
di foglie stridule
strette tra i rami spogli
ma ancora vive
per un miracolo divino
uno spiraglio a irraggiare l’orizzonte
un alito tiepido a sospirar tra la pelle
mentre la torbida acqua
s’infrange dolcemente sulla riva
rigurgitando
tra la sabbia infeltrita dal freddo
è la quiete dopo la tempesta
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L'autore
Daniela Pacelli
Commenti (1)
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Francesco Rossi12 gennaio 2013
Il contenuto è aperto a moltlepici interpretazioni, tranne la chiusa che segna un momento di risveglio e rinascita. Questo mi sembra che emerga in modo spontaneo dalla lettura della poesia.

