Nei gesti inconsulti del vento
Nino Vicidomini
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Sbraitava
al pari di una meretrice
e dimenava le copiose braccia,
infuriato nella notte,
il vento di febbraio.
...E sibilava,
nella folle ridda,
tra le socchiuse intimità
del borgo.
Presenze sconosciute
aprivano i silenzi
ai minimi chiarori
della luna.
Il mare in lontananza,
a voce guasta,
diceva
l’acredine delle rinunzie
e si agitava il cielo
nei gesti inconsulti del vento.
Ad acquietare i pensieri
quel tanto di luce
che tesseva
sopra i bassi cespugli
infiniti fili di speranza!...
- Venivano dai rapidi tratturi
le ansie estreme
col tremore delle ultime ombre
sull’umida pietraia a riposare. -
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L'autore
Nino Vicidomini
__________________La mia infanzia è scritta sulle scialbe facciate dei palazzi secolari della strada che mi svezzò con il metodo antico. In quella strada vestita di storia che affaccia al Vesuvio io vidi la luce nell’umido basso di un angusto cortile; partorito sul lucido marmo del tavolo in noce c
Commenti (1)
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Gentiana Marika12 gennaio 2013
E' una lirica piena di immagini e situazioni evocative, scritta con stile e raffinatezza. Un natura infuriata e inquieta che non riesce a spegnere quel barlume interno che dà sempre voce alla speranza. La lotta tra le forze esterne ed interne. Apprezzatissima, complimenti!

