Come Un'Onda
Daniela Pacelli
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Un’anima inquieta
respira il vento ancheggiante delle stagioni
e silente ripercorre i sentieri
tortuosi e sconnessi
madidi di fango
s’arresta tra le pietre
a ricucire gli strappi
che rovi e spine han infilzo sui vestiti
come una strada interrotta
su uno stagno torbido
dove non si specchia nemmeno il sole
un’anima inquieta solletica l’entusiasmo
con il brivido d’una farfalla variopinta
disegnata da un arcobaleno
e senza ali
rasenta il prato delle sue certezze
per sentirsi a casa
Ride e poi piange
con il succo del suo valore
perché dolcemente sa perdersi
nei meandri della vita
ma risuscita dal burrone
e tra gli sterpi che graffiano il viso
e nel risucchio
torna a roteare in su la risacca
con la forza d’un sorriso
come un’onda
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L'autore
Daniela Pacelli
Commenti (1)
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Francesco Rossi12 gennaio 2013
Che brava la poetessa che con disinvoltura traccia schemi consonanti alla tristezza de vivere quotidiano dove persino il sole si è stancato di specchiarsi. Ride e poi piange, brava! Perché non è facile perdersi dolcemente nei meandri della vita e la forza del sorriso è l'apoteosi finale di questa composizione poetica.

