Ai limiti dell’ansia
Nino Vicidomini
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S’è fatto immagine stinta il ricordo di ieri
e ha perduto armonia la canzone del vento
che placava sul muro di tufo
il mio effimero sogno di luce.
Ma ai limiti dell’ansia
sempre ritorni Madre.
“ Col sorriso di assenso e non dici parole.”
Mi stupiranno ancora i tuoi silenzi.
Volgevi gli occhi a respirare il cielo
e, avvivato di luce,
a nuovi slanci si riapriva il giorno.
La bella stagione
metteva sui greppi
toni di ginestre
e spandevi altane di lana
che intrisa di sole
cardavi
per rifarne guanciali,
più soffici, ai sacconi di brattee.
E rammendavi orli di pazienza
con refi di pensieri;
...e costruivi ponti di preghiere
che andavano ai confini luccicanti,
oltre i reticolati della vita.
Poi... ad affidargli i sospiri
rivenivi al cielo del sud!...
Madre: straccata,
sull’ assito dei ricordi
c’è la farfalla
che io rincorrevo;
ha le ali screziate
e tangibili tratti di stanchezza.
©
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L'autore
Nino Vicidomini
__________________La mia infanzia è scritta sulle scialbe facciate dei palazzi secolari della strada che mi svezzò con il metodo antico. In quella strada vestita di storia che affaccia al Vesuvio io vidi la luce nell’umido basso di un angusto cortile; partorito sul lucido marmo del tavolo in noce c
Commenti (1)
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Nadia De Stefano15 gennaio 2013
Stagioni rincorrono stagioni e il vento sussurra di cose perdute tra gesti trattenuti con amore nella memoria... splendida lirica che sento fortemente, come un pezzetto di noi che si scuce tra quegli orli rammendati che tentiamo di trattenere da un ultimo strappo.

