Scorte rattoppate d'occhi che non dormivano

Ecco che sentii
distintamente sentii
scorrermi fra le ossa l’odore bianco della notte
seppure restasse aldifuori di ogni gesto
e c’era un suono
assolutamente insonoro che proveniva nonsodadove
rimasto per poco ad ondeggiare
fra me e la notte
quella fu la distanza
premeva la luna fra gli uliveti
le corteccie, le radici, le chiome
unicità mai composta mai decisa ad incontrarsi
e quella fu la vicinanza
un’astronave di stagnola pendeva nel vento
rumoreggiava tanto
giovane sogno di neve che m’attraversa e sbianca
odora di biancospino
come la mia notte nelle ossa
le muscolature di un mondo nuovoantico avvolgevano
le scorte rattoppate degli occhi che non dormivano
morivano
guardavano
rinascevano
nell’istante d’ambra teso
a mutare il corso dell’eternità
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L'autore
malaluna
sono una maschera dietro la maschera scrivo sull'acqua: ciò che scrivo si assorbe e si cancella
Commenti (1)
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giulia angela14 gennaio 2013
Intensa, bellissima, la notte nelle ossa, un'unica distanza, emozioni diafane. veramente bella. complimenti sinceri.
