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Natura 13 gennaio 2013 · lettura 1 min · 971 letture

Paludi

Laura Maira 110 poesie pubblicate
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Sabbie mobili inghiottono le albe nelle paludi incerte dei ricordi fragili suoni si muovono fra steli di canne al vento il lamento del tempo veste il silenzio Un sole giallo ocra dipinge l'atmosfera cupa la mente invoca la notte misericordiosa sprofonda vuota la carcassa del cuore nei torbidi gorghi di fiele inerme il sapore metallico del rimpianto si perde sulle labbra del sogno Siamo anime in viaggio tornando sempre allo stesso punto dove si aprono i cieli quando piangono sui mari e soli vaghiamo alla deriva senza sapere dove si trova l'uscita viandanti dell'ultima meta Qualcosa reca conforto leggera come piuma sul petto forse un Angelo distratto forse un foglio scritto o soltanto una lacrima sul volto
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L'autore
Laura Maira

Sono uno spirito libero, che odia banalità e mediocrità. Amo l'Arte in ogni sua forma. Sono intensamente spirituale. Questo è il modo in cui tento di esprimermi. La poesia mi nutre e mi solleva, conforto di ogni male.

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Commenti (6)

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Chiara Vacchieri13 gennaio 2013

Pare d'attraversare un girone dantesco in questa lirica dove il peregrinare delle anime conduce sempre allo stesso punto. Nel perpetuarsi di un dolore che si ripete, sprofondando il cuore in paludosi mari, l'unico conforto viene offerto dal respiro della chiusa finale con la quale l'autrice trasforma il gorgo delle sabbie mobili di quest'inferno in un piccolo angolo di paradiso.

EnzoL13 gennaio 2013

quanti sono i dolori, quante le radici dolenti sprofondate nell'anima se di dolore siamo fatti, cosa meglio rappresenta, se non un paludoso antro di fanghiglia e sofferenza ... una lirica sofferta che colpisce per il suo naturale incedere e che conclude il suo cerchio con una chiusa degna di nota stupendamente amara...

emmalisa lucchini14 gennaio 2013

Tutta la poesia rispecchia il mio sentire... versi struggenti tra l'anima e le bellezze della Natura che molte volte viene distrutta per incuria... come i nostri dolori che a volte soffocchiamo per paura di affrontarli. Lirica ricca di metafore che ne esaltano la bellezza, in particolare la chiusa, bella, complimenti!

Miriam Badiani14 gennaio 2013

Un'atmosfera di palpabile dolore che disegna con pennellate malinconiche gli amari accordi dell'anima. Nel dolore siamo nati e ad esso non sfuggiamo anche se l'animo umano ricerca sempre, causa la forza cosmica dell'esistenza, un bagliore in un Angelo distratto o nella poesia, l'unico linguaggio che dona voce all'inesprimibile. Complimenti.

Jibi15 gennaio 2013

Versi dolorosissimi che fanno male, quasi angoscianti. Lembi di cielo densi e scuri come sabbie mobili, dove le Anime sembrano esersi perse, restandovi imprigionate e senza via di fuga. Si apre il respiro nella chiusa, forse per l'intervento di una Creatura Celeste, nella fuga attraverso la Poesia o al brillio di una lacrima che segna la via d'uscita. E' bellissima!!!!

S
SANTORINO Carmela18 gennaio 2013

Raccogli i fili incerti dei ricordi ed intessi con mirabile maestria la tela dei sogni per riportare sulla giusta rotta la tua nave alla deriva. Ti conforta il vento che, leggera come una piuma, ti spinge verso la tua meta, laggiù, in quello spazio di cielo dove ali bianche e sagome rassicuranti si delineano all'orizzonte.