"una foto d'improvviso"
e, d'improvviso una tua foto tra le avvizzite mani,
mi fissi e nei tuoi occhi scorrono i miei lunghi anni
le gioie, i dolori, le baldorie, i viaggi tornano sereni
come se li vivessi, sì vivessi ora con te accanto, e
sorridi come quando rincorsa ansimante mi volevi tuo,
lo sguardo penetrante ruba ancora l'anima mia,
i capelli sciolti in quel ventoso bel mattino
sono come merlettoveletta a coprirti il volto, e
sei volata via fin troppo presto amore,
come gabbiano che sente il profumo del mare,
come rondine che vola via ai primi freddi,
come rugiada che si scioglie quando nasce il sole, e
qui attonito solo a rivedere la tua effige
rigirandomela fra le mani piano piano,
accarezzandola come si palpeggia un neonato,
piangendo alla vita che cruda è stata assai:
io, tu, noi
tu, noi, io
noi, io, tu
ripeto perissequamente, e
una lacrima agrodolce mi bagna il rugoso viso
sento il calore, il sapore, la passione, l'emozione
come se fossi qui, tu
come allora.
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Commenti (1)
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Claudio Toccafondi17 gennaio 2013
Un flash back emozionante in cui l'Autore rivive la vita facendocene partecipi in un gioco di lampi, commoventi e coinvolgenti. Bravo Vinfra, davvero maestro di poesia e di vita