Cacciato via dalla quiete
Giorgio Lavino
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Spreme il silenzio
dentro le viscere
prigioniere
di un dolore
che non gli permetterà mai
di sdraiare
la sua mente al sole
Pensa alla felicità
traditrice del figlio
E dentro al suo abbandono
non c’entra più nemmeno
un goccio di lamento
Cacciato via dalla quiete
non può fare altro
che immergersi nel sangue
del figlio sepolto in terra
ma già risuscitato
dalla sua disperazione
Ci saranno ancora
giorni di sole
che busseranno
alla porta della
sua resistenza
Ma non entreranno
perché c'è
ancora troppo tempo
da vivere
per cercare di capire
ciò che non si fa capire
©
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L'autore
Giorgio Lavino
Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti
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