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Introspezione 21 gennaio 2013 · lettura 1 min · 3051 letture

Scalza

Rita Stanzione 1949 poesie pubblicate
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Sono il nulla disperso percezione della caduta l'amplificatore di un grido - non mi dà tregua l'eco non vivo in queste stanze di ricordi sono l'esilio in un prato d'ombra contami le dita, sono uscita scalza
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il sé che parla, nonostante

L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (12)

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Angela Fragiacomo21 gennaio 2013

La fuga impellente coglie scalzi e del nulla tradisce la caduta insofferente grida e la sua eco ritorna a ferire non placa la spinta: induce Il sé non tace alle orecchie della coscienza dove non ha pace, insiste

Aldo Bilato21 gennaio 2013

scalza, ancor più che nuda, l'anima rimbalza amplifica la percezione del sé, e non da tregua nonostante ci si voglia distrarre dal pensiero che insistentemente ricorre ossessivo...

carla composto21 gennaio 2013

introspezione forte e profonda quasi l'anima si risvegliasse da un forzato letargo... nuda a piedi scalzi ritrovare la giusta via... inimitabile bellissima ...

EnzoL21 gennaio 2013

ci sarebbe molto da scrivere su questa introspezione dire che sfiora la spiritualità non rende giustizia . riuscire a penetrare così a fondo in sè stessi e poi riuscire a dipanare un senso con un testo così non è da tutti .

Francesco Rossi21 gennaio 2013

Grande e importantissima considerazione introspettiva. Io colgo questo: Quando sulla terra sono tutto ciò che resta del tuo scorrere, allora cammino scalza su sentieri pietrosi.

Antonio Biancolillo21 gennaio 2013

Un fuga verso l'altra sponda... senza il proprio nome... su quei sentieri non ancora conosciuti dentro se stessi... silenzioso lamento sul bordo del respiro dentro la crepa del tempo tra un azzurro cielo e la bugia del colore rosso di una rosa... arreso all'aria pesante della notte dentro l'errore delle verità... Apprezzatissimo lo stile... sintesi di versi introspettivi che sanno trasmettere ...nonostante tutto... la ricerca di un senso...

Jibi21 gennaio 2013

L'IO si può mettere a tacere, non la coscienza, il Sè fa il vuoto intorno, ti spoglia nuda e costringe all'osservazione più profonda. Una bella Introspezione. Chapeau!!!

Alberto De Matteis21 gennaio 2013

Introspezione profonda in cui a parlare è la coscienza di ognuno di noi, che si spoglia di tutto, si mette scalza davanti a quell'eco che non dà tregua. Ricca di spunti introspettivi, poesia piaciuta ed apprezzata.

Clara Gismondi21 gennaio 2013

Una chiusa fantastica per una poesia molto bella: si sente tutta la gracilità e l'impreparazione ad essere nel mondo...

Fiammetta Campione21 gennaio 2013

guardarsi dentro con questa limpidità è non solo difficile, ma coraggioso. saper cogliere l'urgenza del proprio profondo e non voltarsi dall'altra parte, ma abbandonarsi, attraversare l'emozione senza peso, senza difese, scalza...

Donatella Pezzino23 gennaio 2013

Non possiamo impedire alla nostra anima di parlare, di gridare quando si sente smarrita, e in bilico... questa poesia è stupenda, la sento nelle mie corde... in sintonia con quei momenti in cui si sveglia quel senso di solitudine profonda che svuota la vita di significato.

Francesco Petruzzelli2 febbraio 2013

Riesco a percepire in questa poesia l'essere completamente spogli della corazza dell'ego, ed essere ignudi, essere sè stessi, e questa è la via che porta all'amore; una via che comporta responsabilità; significa morire, per poi resuscitare nell'autenticità del proprio essere.