Pesciolina- Maledetta benedetta malattia
estro non diede beltà
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Tu, dispersa nelle oscure viscere,
raminga nelle paludose strade,
galleggiando, bianca pomice, cali
nella nera ignota irrealtà.
Dolcemente, lentamente, pervasa
d'orrida, mortale, serenità,
t'allontani dalle sponde amate
per immergerti nell'immensità.
All'improvviso sfuggi, pesciolina,
al freddo amo della fatalità,
respiri vita, rinuoti felice,
la monotona quotidianità.
©
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L'autore
estro non diede beltà
Se sei bravo puoi scoprire chi sono anagrammando il mio pseudonimo. Se non sei interessato è lo stesso. Un aiutino per chi vuole scoprirlo: L'Europa prega e lavora con sobrietà, mentre Parigi colta e mondana mostra del mio viso l'ambiguità, icona, della geniale creatività italiana.
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