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Riflessioni 23 gennaio 2013 · lettura 1 min · 814 letture

Campanili vuoti

L
Lucillo Dolcetto 210 poesie pubblicate
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Privare un bambino di un tozzo di pane, di svegliarsi al mattino al suon di campane, posson sembrar gesta di menti malate, e non tragiche note di vita vissuta. Come orbita vuota quella nicchia appariva; la sua voce era muta: non più a preghiera chiamava. Per farne cannoni, strumenti di morte, pur le nostre campane, un dì furon tolte. Una soltanto, di quattro lasciata, sembrava più pianto che voce di festa. Di quel campanone che il mezzogiorno faceva sentire a tante persone, fu fatto un cannone che portò a morire e non a magione per il desinare a tante persone.
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Ricordo di quando, durante la guerra, furono requisite le campane per farne dei cannoni.

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Lucillo Dolcetto
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