La guerra della metafora
Attori amano le figure retoriche
armi di battaglie politiche,
parlano per similitudine
promessa effimera è consuetudine.
Comizi che hanno l'anima d'iperbole
cuoce il futuro su bollenti graticole,
si muovono rassicurazioni con analogie
scatenando negl'utenti forti nevralgie.
Con l'allegoria spiegano l'operato
fieri per quello hanno rigenerato
indifferenti per una realtà malandata
una società che sul fondo resta inchiodata.
E'una guerra condotta sull'inconsistenza
colpo su colpo che non soddisfa l'esigenza
di cambiare, di scorgere tratto di serietà
parlano per noi, ma per loro pubblicità.
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Commenti (1)
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Pino Penny28 gennaio 2013
Sintetica ma esauriente "lezione"sulla poesia e lo scrivere...
