La papessa
Francesca Sulas
27 poesie pubblicate
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Mi vestii
con gli abiti solenni da cerimonia,
per consacrare l'altare
del perdono,
dosando incenso e clemenza
con parsimonia.
Nell'attesa andavo
avanti e indietro
per il vestibolo
della coscienza,
pensando ai peccatori
che giungevano al cospetto
del mio patibolo.
Attendevano tremanti
il giudizio,
supplicando la grazia
ai loro dei e nani.
La farsa comiciò
con un cantico simile
ad un coro giubilio
di anime in pena,
smorzato da minacce,
insulti e bestemmie,
il tutto ormai era
un'arena di tedio e odio.
Preparavo un'unguento
di ramie e olio,
per mummificare
la loro sporca essenza.
Nell'altare del mio perdono
nessuno vide il patibolo,
ma furono condannati
ad una pena per me
piu' severa:
la mia più agghiacciante
indifferenza.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Francesca Sulas
Son una semplice isolana del Sud .. scrivo i versi dipingendoli di sole quando intorno a me è buio, come sarta imbastisco parole, per non sentir freddo nell'anima, in questo vivere quotidiano che cela tanta sofferenza ma altrettanto coraggio e speranza nel futuro, e per farlo mi servo umilmente di un appiglio :
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