Sui crespi più cupi del monte
Nino Vicidomini
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Lasciammo dietro noi veli coesi
di desideri ardenti rinunziati.
Dovetti allontanarmi
dai fiumi d’argento
di tutto il tuo bene
e attendere il tramonto
sotto nuvole in gregge
al grido che giunse alle stelle,
nel tempo senza approdo.
- Ti portavo nel cuore
col fremito selvaggio
di una passione antica. -
E mi ritrovo con la bocca amara
nei sogni disciolti da questo tiepido sole inclemente.
Mi hai cercato, mi hai cercato tanto.
Solamente l’avessi saputo!...
Sarei venuto a prenderti
nel buio del passato.
Come una pena segreta
ti sento nell’anima
ancora.
Lontano da qui,
sui crespi più cupi del monte,
tra la ginestra brulla ed i licheni
echeggia il mio antico lamentare.
©
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L'autore
Nino Vicidomini
__________________La mia infanzia è scritta sulle scialbe facciate dei palazzi secolari della strada che mi svezzò con il metodo antico. In quella strada vestita di storia che affaccia al Vesuvio io vidi la luce nell’umido basso di un angusto cortile; partorito sul lucido marmo del tavolo in noce c
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