Nell'affranto fiato

È come un notturno che m’asfissia
questo silenzio
fatto di suoni scarni
sulla mia sfinita bocca
mi morde d’immobile
con la complicità di questa solitudine
a paralizzarmi il fiato
m’inonda di parole
rimaste inermi sotto la lingua
vissute a stento
nella concessione
di un dolore antico
che mi sento dentro e che si nutre
di obliqui avanzi di sogni perduti
di memorie stampate sul muro
come fogli di carta
lacerati dal tempo
ed è nell’affranto fiato
che transumando
scorrono le immagini dei giorni andati
ad indicare l’invisibile passaggio
tra una vita vera
e l’ombra
che gli cammina innanzi.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Turan
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Patrizia Ensoli28 gennaio 2013
Scorrendo i versi arriva al lettore una profonda tristezza si percepisce una solitudine dell'anima che in fondo, ognuno di noi, spesso vive... Versi fluidi e armoniosi, seppur malinconici Particolarmente apprezzata

