Inettitudine
Vinse l'arma spuntata dell'inettitudine a confine delle mie illusioni.
Un gergo arcaico a sottofondo delle mie esternazioni.
Una voce nel deserto a suggello della mia inutilità.
Mera chimera di ombre e costernazione della mia vanità.
Un autogiudizio che non lascia spazio alla dialettica.
La chiusa dell'anima che si spoglia della sua etica.
Volge alla fine il segno del tempo.
Costretto al buio e alla menzogna lascio il campo.
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Commenti (1)
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Nino Vicidomini30 gennaio 2013
Dal passo pesante, ma non asfittica. Piaciuta questa monodia. Condivido il il sentire del poeta, amaro e ironico, belle le immagini e l'atmosfera creata.
