Mio padre
Aldo Bilato
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mio padre
era il miglior bicchier di vino ch'io abbia mai bevuto
una sigaretta rubata dalla sua giacca a coste
un fumetto tra una forchettata e l'altra
e le urla di mia madre poveretta...
era l'avvicendarsi dell'oggi al mio domani
il passato a raccontar fandonie al buio
subito dopo ci siamo persi il meglio
anche se ancora bene lo ricordo
tutto impettito nella sua ruota di pavone
un gran coglione come gli altri - diceva...
però, non fischierò mai la marsigliese
preferisco pasta e fagioli all'ostrica del tuo padrone
tu, figlio, fà come ti pare, ma
restituiscimi vivendo almeno l'onore.
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L'autore
Aldo Bilato
Commenti (3)
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Clara Gismondi1 febbraio 2013
Nelle ultime righe ho toccato la commozione ...Parole che un padre deve dire... Forse Ma soprattutto parole indelebili per un figlio! Bellissima e vera!
EnzoL2 febbraio 2013
non posso che applaudire a un testo così denso, così vicino ai miei pensieri un susseguirsi di immagini che penso ognuno di noi possa rivivere chiudendo gli occhi e ripensando al proprio padre... poche cose a volte, ma che paradossalmente aumentano di valore e di significati che ai tempi non ci sfioravano nemmeno... un testo che sento molto, e che faccio mio
Francesco Rossi9 febbraio 2013
Aldo esprime quell'amore fraterno che si vive quando l'idealità primeggia nel contesto della famiglia.



