Solitudine
Angel Borda
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Sola,...
reggo fra le mani un'illusione
guardo dal suo apice sgorgare
stilla dopo stilla lacrime,
salate come gocce
di un antico mare.
Là, dove ora dune di sabbia
modellano il mio deserto.
TU,... sole
che abbagli e bruci la mia volontà,
mi lasci in questa arida distesa
a vagar con l'invadente ombra muta.
Giungi, con anfora di fresca illusione
a dissetar l'anima stanca,
che sotto cumuli di sabbia dorata,
ha sotterrato il coraggio,
svanisci nel tramonto,
beffardo, inafferrabile miraggio.
Scende fredda la notte,
a coprire col suo velo il tuo ricordo,
questa nera pace mi consola.
Fra le sue corvine ali mi rifugio.
Spoglia d'orgoglio, attendo
bramo, il calore del tuo raggio,
che rovente e fugace,
penetra, violando
la mia solitudine.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Angel Borda
la mia biografia è tra le righe della poesia, nei colori di un dipinto, nelle note di una sinfonia. Io sono quel che penso, io sono l'espressione di una mia emozione.
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