Ci son giorni
Adele Vincenti
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Ci son giorni a cantar d’amore.
Risacca sulle coste dove soffia il vento,
molinelli di sabbia sbattuti sulle dune.
Pianti e rimpianti
nella clessidra a scivolar le ore.
Giorni tramontati all’ombra del vecchio sole,
alla luna che appare e scompare.
Pietre scagliate al cuore a rotolare nel mare,
per consumarsi sfregando.
Meduse attorcigliate al collo,
a soffocare l’amore chiuso come perla nella conchiglia.
Ci son giorni a vivere l’amore,
ridere a squarciagola...
caricare energia e camminare nel cosmo.
Ci son giorni appesi al muro come dipinto di fiori,
boccioli aperti e rose appassite,
giorni un calvario da portare sulle spalle,
trainarne il peso.
Restano petali sulla terra a profumare
giorni vicini al baratro dell’inferno,
passiflora arrampicata al muro,
tormento e solitudine del tempo.
Spento l’ardore il buio incombe
fra le fessure della finestra, metà chiusa metà aperta.
Capelli bianchi, curvo verso terra,
rughe e occhiaie a seminar zizzania.
Eri piccola e bionda, ora donna argentea.
La vita un sogno,
sognato, rincorso, abbandonato lungo gli argini del fiume.
Un faro illumina il cammino di una nave alla deriva.
Ci son giorni a rallegrare sogni,
commedia brillante, attore nel pubblico ad applaudire...
ruota che gira all’infinito, amore di uomo, padre, nonno...
questa è la sceneggiatura...
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L'autore
Adele Vincenti
Scrivo dall’età adolescenziale, realtà, fantasia, emozioni e voli pindarici, stati d’animo, sentimenti e fantasia, son la mia arte liberatoria. Scrivere non è selezionare parole, è dar voce all’anima e al cuore. Il poeta coglie l’invisibile. Capta, all’attimo fuggente, pennellate di colori, per riempir pagine
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