Scrivevo poesie
Scrivevo poesie
...Un tempo era assai diverso,
il nemico pulsava nelle arterie
l’amore pure,
le mani erano più ferme, le afferravo,
e i pensieri più decisi
Scrivevo poesie
per allontanare mostri,
vecchie carcasse
o per sognare i doni più belli
scrivevo poesie
per spengere le luci
quando mi accecavano
o per accendere fari
quando le tenebre mi stordivano
Ora,
ora il nemico ha lasciato la trincea
l’amore ha perduto le corde e la voce
le vecchie carcasse qualcuno le ha spazzate
e le luci,
le luci non le vedo né accese
né spente.
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Commenti (2)
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stefano papa2 febbraio 2013
bella e reale... la scrittura si nutre quasi sempre di forti emozioni come quelle che hai espresso in questa... molto apprezzata.
Angela Fragiacomo3 febbraio 2013
Ai sensi all'erta non corrispondono più luci né accese né spente siam pronti in trincea a cogliere un bagliore nel buio scattare sull'attenti, prestare servizio ma dove sono andati tutti? E le carcasse, chi le ha tolte? In questa desolazione di eventi e paesaggi ove tutto è pre- ordinato, cosa nutre strofe e versi? Resta l'introspezione attinge e rimesta emozioni già viste in attesa di nuove sfolgoranti battaglie tra soldati d'onore Qui tutto recita e finge, e la speranza dorme fino al prossimo atto d'azione (Comunque la si voglia intendere)

