Alla foce della Tresa

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor
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Stupendo connubio tra natura e vissuto, una struggente descrizione di intimo sentire d'emozioni di ricordi lontani che lasciano trasparire solo frammenti di gioia corrosi dalla nostalgia di ciò che non può più tornare ... una splendida poesia che cattura.
Un'istantanea della memoria e del rimpianto questa bella e raffinata lirica. Ricordo perfettamente l'isolotto che emergeva dal fiume Tresa come un abbraccio fra la terra ed il lago. Da bambina, in compagnia di mio padre, vi portavo il pane raffermo a germani reali e cigni. Ora quell'isolotto è stato cancellato, portato via come gli affetti di una vita che abbiamo amato e perduto... Apparteniamo ad un mondo in dissolvenza che riemerge soltanto nei ricordi. Ad astera!


