Un tempo scrivevo poesie
La notte era sempre un miracolo
mi teneva sveglia una punta di cielo
e la mano correva su un foglio
in preda ad una sbornia emotiva
Mi rapiva donare il mio essere
comprenderlo, confonderlo,
ero vittima di un sacro raptus
che squarciava cuore e anima
L’orizzonte brillava di luci
e l’incanto mi trascinava,
in fondo non sapevo chi ero,
ero in trance o solo felice
Un giorno tutto divenne ricordo,
nell’evoluzione qualcosa si cede
(o forse si rompe)
e qualcosa si prende,
io raccolsi una manciata di nebbia
in cambio di una penna ormai consumata
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Commenti (1)
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Nino Vicidomini3 febbraio 2013
Sorprendente la capacità dell'autrice di tradurre in versi, in lirica, in poesia, sentimenti e stati d'animo vivi e attuali. Piaciuta particolarmente.
