Orfano della notte
Francesco Falconetti
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Madre ispiratrice,
tenera compagna dai poeti ambita,
benigna cullavi l’istinto
irrefrenabile d’un bimbo
che in te trovava nutrimento.
Ma troppe notti insonni, d’allora, son passate
e, dopo il nostro lungo addio,
il giovane poeta è ormai marito e padre.
Tu, amante innamorata,
di nuovo mi cerchi nell’alcova e t’avvicini,
tra coperte accartocciate e
pianti di bambini.
Ma il mio dover di marito e padre
severo mi strattona
e triste e silenziosa t’allontani,
da un altro amor tradita.
©
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L'autore
Francesco Falconetti
A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.
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