Oggi con te sul tram
estro non diede beltà
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Triste come l'occhio orbo,
fisso la vita senza vedere,
scorre fragore tutt'intorno,
penso altro, per farlo tacere.
Cinto da vuoti pneumatici,
acconci, per farsi ammirare,
scopro “Rom” schizofrenici,
scimmiottano l'era virtuale .
Poi, parole, parole, parole,
s'intrecciano in rovi di spine,
appuntite, per lasciare sole
queste prorompenti signorine.
Scende una genia multicolore,
s'allontana con passo altero,
piena del proprio odore,
rientra nel suo loculo da cimitero.
Solo. La carrozza s'è svuotata,
lo stridore mi porta altrove,
su una spiaggia arrossata
dal tramonto e dal tuo ardore.
©
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L'autore
estro non diede beltà
Se sei bravo puoi scoprire chi sono anagrammando il mio pseudonimo. Se non sei interessato è lo stesso. Un aiutino per chi vuole scoprirlo: L'Europa prega e lavora con sobrietà, mentre Parigi colta e mondana mostra del mio viso l'ambiguità, icona, della geniale creatività italiana.
Commenti (1)
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L
Luca Tesla5 febbraio 2013
Meglio soli (che mal accompagnati) ad immaginare tramonti, che questa sozza società (cito uno stornello romanesco). Lirica molto piaciuta!
